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Elena Bianchini Braglia
Le origini della
casta
Il Risorgimento
del malaffare
Pagine: 228
Prezzo: Euro 15,00
Gli anni del Risorgimento sono un incredibile
susseguirsi di scandali, ruberie, crimini,
sperperi. Un nuovo paese viene costruito
a forza, strangolando libertà e autonomie.
Ci si appoggia alla mafia al Sud, si commissionano
delitti al Nord. Poi, per sistemare tutti
coloro che hanno partecipato all'impresa,
si regalano incarichi, stipendi, gratifiche
ad amici e conoscenti. L'Italia che ne viene
fuori è un piccolo mostro. E a guidarne
i primi barcollanti passi sono uomini senza
scrupoli, incapaci, corrotti. I garibaldini
per furti e sciupio sono paragonati ai vandali.
Garibaldi definisce i parlamentari italiani
"epuloni governativi", e ancora
molti anni dopo Salvemini chiama Giolitti
il "Ministro della malavita".
Nulla è cambiato. Gli errori commessi allora
ci perseguitano ancora oggi, irrisolti.
La classe politica è ancora corrotta, la
malavita organizzata sempre attiva, sprechi
e favoritismi continuano a scandalizzarci,
la fama d'inefficienza ci accompagna ovunque.
negli anni del Risorgimento la morale si
è congedata dalla politica. La corruttela
si è fatta sistema, ha impregnato ogni fibra
della nuova entità statale, è diventata
normale, necessaria; è nata una vera e propria
casta, incapace di gestire la cosa pubblica,
immorale, avida, intrisa di benefici, e
apparentemente inamovibile...
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