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Elena Bianchini Braglia
Maria Beatrice
Vittoria
Rivoluzione
e Risorgimento tra Estensi e Savoia
Pagine: 210
Prezzo: Euro 14,00
Le vicende dei primi decenni del tumultuoso
Ottocento, tra i residui della Rivoluzione
francese, la Restaurazione e i primi rivolgimenti
liberali che sarebbero culminati in Italia
nel Risorgimento, sono ripercorsi attraverso
la figura esemplare di una donna... Una
donna profondamente religiosa ma anche forte,
volitiva, che sapeva coniugare mirabilmente,
come ci narrano i suoi contemporanei, "la
pietà più tenera e la bontà più magnanima"
con la più ferrea determinazione innanzi
ai numerosi ostacoli politici, che aveva
"il cuore aperto alla più facile compassione
degli altrui mali, ma irremovibile nei principi
del retto e del vero".
Era una Savoia, figlia di Re Vittorio Emanuele
I, e di lì a poco avrebbe visto la sua famiglia,
fino ad allora vero esempio di legittimismo,con
Carlo Alberto farsi protagonista delle vicende
risorgimentali. Ma era anche Duchessa di
Modena, di quello stato che era considerato
la roccaforte della reazione e del legittimismo,
spesso rifugio di celebri intellettuali
conservatori come il principe di Canosa
e Monaldo Leopardi.
Moglie devota, madre affettuosa, fervente
cristiana dedita alla preghiera e alla beneficenza,
accanto al sovrano forse più assolutista
e conservatopre d'Italia, nei momenti critici
del suo regno seppe far sentire la propria
voce, seppe fronteggiare coraggiosamente
i nemici che miravano a sottrarle il Trono,
talvolta accantonando il docile femmineo
atteggiamento e l'innata semplice umiltà,
poichè "quella semplice e ritirata
donzella sarebbesi nelle difficili circostanze
ricordato l'eroico sangue di Savoia che
le scorrea per le vene, e avrebbe intrepidamente
sostenuto il mutar degli eventi e il minaccioso
aspetto della sventura" e "quando
il dover lo chiedeva nei modi, negli atti,
nel portamento, tu vedevi la sovrana e la
figlia di re".
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